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La Costiera dei Cech si estende lungo i circa 20 km terminali della sponda retica, compresa tra una quota che varia dai 600 agli 800 metri dove si evidenziano chiaramente due ampie aree. La prima, dall'aspetto morfologico uniforme, è aspra e misera. Si fa accogliente solo sul terrazzo di Cino e Cercino e si estende dal monte Bassetta fino all'abitato di Mello. La seconda, si spinge fin verso la Val Masino e porta in ambienti naturali più antropizzati, ricchi di vegetazione, in alcune zone, anche lussureggiante, (vedi la conca di Dazio). Il tratto iniziale mostra chiaramente il lavoro ciclopico dell'uomo che ha terrazzato e coltivato ogni fazzoletto di terra per trarre il proprio sostentamento. Qui era il regno della vite e del castagno. Basta un semplice sguardo, anche dalla lontana strada statale 38 per rendersi conto che la natura non è certo stata benevola. La caparbietà e la determinazione del contadino e del montanaro hanno trasformato la costiera non prevaricando la natura ma addomesticandola a proprio beneficio. Strade acciottolate, vigne, boschi coltivati e delimitati da ciclopici muri, piccoli mulini, cappelle e chiese sono i segni di un millenario rapporto che oggi è quasi totalmente scomparso. Segni muti di questo passato sono, per l'attento visitatore, non il nastro asfaltato che collega velocemente i centri abitati, ma la fitta rete di sentieri che unisce ogni frazione di questa soleggiata costiera.
Come raggiungerli
Cino e Cercino si raggiungono percorrendo la strada Valeriana (S. S. 402) e salendo da Mantello, per Cino e da Piussogno per Cercino. i due centri sono collegati e l'itinerario può essere fatto con un giro ad anello. Importante frazione è Piussogno, situata sul fondovalle che permetteva di avere terreno agricolo fertile, quando non era invaso dalle piene dell'Adda, e che ha favorito il permanere della popolazione quando, a metà anni '60, iniziò l'esodo dalla montagna.
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